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Effetto Massa – 04

Oh c***o, Ashley!

Oh c***o, i Collettori!

Oh c***o, meglio che inizi dal principio, vero!?

Bene bene… la parentesi lievemente depressiva dell’ultima entry nel diario è svanita, assieme alla sbornia.

La dottoressa – avete notato come assomigli alla dottoressa Helena Russell, quella di Spazio 1999? – è tornata al lavoro. Tutti gli altri pure, diciamo così.

Cosa ho fatto nel frattempo? Beh, poca roba. Tizi di Eclipse mi hanno distratto, mentre aiutavo Zaeed a far fuori un vecchio… amico (come si può non agire da Rinnegati, non apprezzare una granata incendiaria lanciata in slow-motion su un tizio precedentemente gambizzato?), nell’ammirare un panorama notevole.

Questi pianeti meriterebbero miglior fortuna.

Qui ad esempio è tutta una foresta. Una nebbiolina si alza dalle piante, per nulla infastidita dalle strutture metalliche non più in funzione che si intravedono in lontananza. Alcuni uccelli, non ne avevo mai visti di simili, si alzano in volo a gruppi, apparentemente senza alcun ordine né ragione. Una sorta di pacifiche scimmiette sbucano dalla vegetazione, gattonando pacifiche. Mi duole dirlo: è un grave errore spuntare all’improvviso dalla vegetazione, quando stanno passando di lì tre figli di puttana armati fino ai denti e coi nervi a fior di pelle.

Povera scimmietta.

Zaeed è lieto di aver potuto godere della sua vendetta, seppur qualche annetto dopo i fatti al cui racconto, sinceramente, non ho prestato molta attenzione. Da questo pianeta da Uomo del Monte, sinceramente, volevo andarmene in fretta. Era dai tempi del mio primo capitolo che avrei voluto visitare una prigione spaziale, ovvero una nave dedicata unicamente alla detenzione dei prigionieri. Come la immaginavo? Sporca, brutta, con detenuti particolarmente pericolosi debitamente picchiati a cadenza quotidiana. Beh sì, la Purgatory era proprio esattamente così. Con quel qualcosa in più che, insomma, in questo caso fa le veci del più latte meno cacao.

Questa prigione ha due caratteristiche (oltre quella di non poter scappare da nessuna parte): il “direttore”, Warden Kuril, un mercenario come tanti altri, ha la bella abitudine di vendere i prigionieri – che intanto sono stati mantenuti dai pianeti d’origine, pena il rilascio random sulla superficie degli stessi dei criminali; la seconda: ospita qualcuno che Cerberus suppone debba stare al mio fianco per debellare ‘sti Collettori. Jack è la tipa (sì, tipa) in questione: una psicolabile dagli spiccati poteri biotici, dalla testa rasata e dal corpo ricoperto di tatuaggi. Ostile, oh se lo è.

Il caro signor Kuril è andato a trovarsi dalla parte sbagliata del fucile, però.

Non che importi qui ricordarlo, ma è solo per dire: veramente pensava di poter catturare, a scopo vendita, Muddy Shepard, redivivo, eroe dell’universo, campione di Cerberus, salvatore dell’umanità e dell’alienità tutta, già Spettro dell’Alleanza e ora addirittura resuscitato? Dico dico… un minimo di logica. Anche un po’ di rispetto, suvvia.

Certo che, poi, ti ammazzo.

Sviluppo tecnologie, per combattere la noia degli spostamenti spaziali. Potenziamenti per le armi, per le armature, per la Normandy e pure genetiche, dai, che male non fa. Stuzzico un po’ l’equipaggio: soprattutto il nero omosessuale. Non che l’abbia detto, di esserlo. Però mi piace trattarlo come tale, perché poi lui si innervosisce.

Ho archiviato non senza difficoltà una missione che mi vedeva contrapposto a tre Mech, fottuta Cerberus e le sue strane richieste, per poi essere spedito sull’ennesima colonia ripulita dai Collettori (l’ho già detto che forse in mezzo c’è anche l’antica minaccia dei Razziatori?).

E lì, lo so, c’è lei: Ashley Williams (era questo il cognome? Ricordo le tette, mai i cognomi), la tipetta che mi accompagnò a salvare l’universo nei bei tempi andati. Se la memoria non mi inganna, non ci rimase granché bene quando mi trombai la sua amichetta aliena anziché lei: poi alle donne resti qui, sul gargarozzo, e in qualche modo hanno ‘st’orgoglio e devono togliersi lo sfizio. E’ per questo che ho deciso di andare a vedere che succede, in questa colonia. E, indovinate un po’?, ad aspettarmi ci sono, finalmente, i Collettori. Ne avevo uno nella Vespa, quando avevo la mia vita tranquilla sulla Terra.

Dite che questi sono peggio?

Effetto Massa – 03

Log in, file n. 3958b-xf-a

Cosa fareste, voi, se vi trovaste tutto l’Universo più o meno contro? Se ci fossero, sulla vostra faccia, crepe di un rosso luminoso, fluorescente direi, di una non meglio precisata natura, dovute ad un’attitudine da Rinnegato? Se Kelly, ancora, non ve l’avesse data?

Beh, cosa fareste voi, io di certo non lo so. So quello che farebbe lo Shepard menebachiano, in questa sua incarnazione accompagnato dal nomignolo Muddy. Andrebbe nel suo alloggio sulla novella Normandy, starebbe ad osservare pensoso il suo criceto, metterebbe su un po’ di musica electro stile Future Sound Of London, e rifletterebbe sulla sua condizione.

E’ proprio quello che sta facendo in questo momento. Io, l’Uomo Misterioso, che nonostante un soprannome così ridicolo sono a capo di Cerberus – l’associazione non governativa per la difesa e il progresso del Genere Umano che ha ridato la vita a Shepard –, lo vedo proprio ora, lì accanto al suo letto. L’IA installata sulla Normandy mi è utile per osservare lui e il suo equipaggio. Si chiama IDA (che in Fallout sarebbe più o meno così, ma questo non è Fallout), e già Shepard la odia.

Si sta chiedendo, Shepard, perché mai decidere all’improvviso di dare una scossa al meccanico che sta riparando l’elicottero militare che, più avanti, gli darebbe del filo da torcere nel liberare ed assoldare Archangel (spoiler troppo grande: un redivivo Garrus), sia considerata azione da Rinnegato. Si sta chiedendo, lui, cosa voglia dire essere un Eroe in questo dannato Universo. Sta cominciando a stancarsi di forze evidenti e altre oscure che rendono tutto sempre troppo… complicato.

Il suo equipaggio lo teme e lo apprezza. C’è Miranda – Shepard ne adora già le doti “posteriori” –, povera umana uscita apparentemente perfetta da un qualche laboratorio genetico, dalle possenti doti biotiche. Jacob, un altro combattente discretamente biotico, uomo di colore e quasi certamente omosessuale. Ho visto quello sguardo sul mio pacco, Jacob, dannate tutine spaziali! Zaeed, il lurido mercenario guerrafondaio dalla faccia sfregiata. Lo scienziato Mordin Solus, logorroico ricercatore, realizzatore di nuovi potenziamenti per armi e tute.

La mia nave, il mio equipaggio, il mio Shepard hanno appena superato brillantemente un altro durissimo scontro a fuoco. L’avevano mandato in un magazzino, su uno sperduto pianeta. “Quello che c’è lì, è tutto tuo”. Tra quel tutto, c’erano anche dei mercenari dell’Eclipse, armati fino ai denti, dannazione. Per qualche informazione, poi. Non so di cosa si tratti, Shepard non me l’ha detto. Ma lì, su quel pianeta, s’è disperso qualche settimana fa un nostro agente: spero non avesse quei documenti criptati, con sé, altrimenti il caro Shep ha in mano qualcosa con cui ricattarci, non appena riuscirà a venire a capo della codifica. Pensate che una società come la nostra possa andare avanti senza qualche scheletro nell’armadio?

Manca ancora qualcuno all’appello. Poi la ricerca dei Collettori, e soprattutto la comprensione del motivo che li spinge a rapire migliaia di coloni in luoghi random delle galassie, potrà continuare spedita. Ammesso che nel frattempo, Shepard e tutto l’equipaggio non si siano fatti troppi nemici. Non è esattamente un gruppo di boy-scout in gita, devo ammetterlo: ma sono gli unici che possono portare a termine questo lavoro.

Uomo Misterioso

Log off, file n. 3958b-xf-a

*Diario del Comandante Muddy Shepard*

Continua ad annoiarmi terribilmente dover fare rapporto ogni giorno. Come se non avessi altro di più importante da fare. Con la dottoressa ci siamo scolati una bottiglia di quel brandy speciale che m’aveva chiesto: l’ho trovato all’Afterlife, il localaccio di Aria, su Omega. Non l’avevo mai guardata così bene, è una femmina notevolmente sensuale. Peccato si sia addormentata prima che potessi fare qualsiasi cosa.

Un’altra cosa che non tollero, è ricercare minerali sui pianeti più o meno conosciuti. Devo farlo manualmente, con queste tecnologie preistoriche, cose da matti. Battere con lo scanner tutta la superficie del pianeta, lanciare una sonda di recupero minerali laddove si smuove qualcosa nei rilevatori. Una volta, al museo del videogioco, ci fecero studiare un remake di un software chiamato Elite. Mi sembra di farci una partita. Non potevano mettere uno di questi inutili operai della nave?

Che palle.

Effetto Massa – 02

Spoiler a go go, ovviamente.

Nonostante la mia inconfondibile voce da narratore di documentari mi faccia apparire indecentemente poco serio, ho già cominciato a tampinare l’equipaggio femminile della Normandy.

Kelly è una simpatica psicologa/sottoufficiale, sembra gradire il mio fascino da Rinnegato: mentre l’Universo va a rotoli, io sì che so come impiegare il mio tempo.

Basta cincischiare: rivolgo la prua verso la rinata Cittadella. Tutto come prima, più o meno. Mi odiano tutti, sono un morto che cammina (nel vero senso del termine, o quasi), lanciato in una missione suicida i cui frutti probabilmente non mi verranno mai riconosciuti. Gli Umani, come se non bastasse, non sono ben visti dalle altre specie vista la loro gestione del Consiglio. Insomma, un calcio tra le gambe è l’ultima cosa che ci vorrebbe, per concludere il quadretto.

Nulla di strano che io sia un po’ nervoso. Intimo alla tizia del negozio di souvenir di farmi uno sconto – pena lo sputtanamento pubblico per i loro prezzi troppo alti – e con tale sconto mi ci compro un criceto. Non scherzo: in questo momento è in una gabbia di vetro nei miei alloggi.

Dovessi tirare le somme di quanto fatto nello spazio sinora… tra criceti e “castori” (nella variazione di significato inglese della parola “beaver”, come si può apprezzare in questo brano dei Primus), non raggranello molto.

Insomma, dall’avvio niente di buono si è profilato all’orizzonte. Ora arriva pure ‘sta giornalista dal nome impronunciabile, mi punta al volto una telecamera che sta su da sola, con tanto di faretto accecante, e già alla prima domanda mi accusa di aver causato la morte di migliaia di bla bla bla.

Un pugno in faccia non se l’aspettava, oh no. Insomma, nel brulicare socio-politico della Cittadella, questa mossa mi costerà qualcosa in termini di popolarità… ma appunto dicevo: poteva andare peggio? E ancora: l’avevo detto di essere giustamente un po’ nervoso.

Prendo atto che anche il Consiglio se ne lava le mani, di me. Poverino.

Beh ma davvero, ho cose più importanti a cui pensare. Prima tra tutte, costituire l’equipaggio per fronteggiare l’ennesima minaccia (ho già detto che devo pensarci sempre io, a salvare qualcuno o qualcosa?): i Collettori. In questo mi aiuta Cerberus, che non abbaia ma che invece mi ha fornito: vita (una seconda), nuova nave, parte dell’equipaggio, scopo.

Saranno anche poco chiari i loro piani, ma posso io tirarmi indietro? E quindi via a cercare di reclutare un equipaggio, almeno poco poco paragonabile a quello avuto nelle avventure precedenti.

Le due note di oggi sono per le prime, vere missioni. La prima (aggiunta tramite download postumo): recarmi sul pianetino che ospita i resti della vecchia Normandy. Un tuffo al cuore, tanti flashback di “comeravamo”, delle medagliette da recuperare per la pace delle famiglie in attesa.Ah! E la conferma che la supposta a sei ruote è rimasta lì, morente!

E poi via, su Omega: accozzaglia di malandrini spaziali, senza leggi né governo. C’è tutto quello che vi potete aspettare. Pestaggi agli angoli delle strade/corridoi, mercenari che assoldano, un capo che in realtà è una femmina Asari di rara qualità topestre, e le prime vere sparatorie di un certo… calibro. Di quelle che devi centellinare le munizioni. Soprattutto, un bel localaccio con alcolici pesanti e ballerine di lapdance. Privée compresi, con relativa spesa: la ragazza merita.

Il Dottore, alla fine, accetta di venire con me. Il Mercenario pure. Due in più per la squadra.

Effetto Massa – 01

Mentre installo il seguito di Mass Effect – bella edizione collector’s piena di tutto –, appurata la presenza del mio prezioso save messo in cassaforte dalla fine del primo capitolo, non posso non pensare a come debba sempre salvare qualcuno, o qualche mondo.

Anche nei gdr e nelle variazioni sul tema (una delle quali rappresentata dalla serie ME), anche quando potrei fare “ilcattivo”, alla fine il punto d’arrivo è sempre: salvare qualcosa o qualcuno.

Penso anche che invece della Normandy (per chi non lo sapesse: l’astronave in vostro possesso in ME) vorrei la navetta di Xenon 2 Megablast con tanto di colonna sonora dei Bomb The Bass, ma intanto l’install finisce e io vengo ribattuto sulla mia reale sedia in un inevitabile reale presente.

Costretto ad accantonare per ora il mio peregrinare in Dragon Age Origins (ah, ‘sta Bioware…), e sperando che la supposta a 6 ruote vista nel primo capitolo abbia di più da dire, avvio.

Ora dovrei dire delle mie prime impressioni. Il vortice da console ha avvolto anche le produzioni per PC. Quella pioggia di achievements, profilo aggiornato in automatico in rete, e così via, è esaltante, in qualche modo. Anche l’insieme di download aggiuntivi: armatura e armi dei “nemici”, armatura in comune con Dragon Age Origins (eh sì), missioni e pack ulteriori.

Mi piace.

Certo, questo non lascia passare in secondo ordine il fatto che il mio alter ego protagonista della storia – il capitano Shepard dalle fattezze da me realizzate a inizio primo capitolo – muoia proprio nell’intro. Una cosetta da nulla, eh?

Al momento, dopo qualche ora di gioco, Mass Effect 2 sembra proprio figlio dei suoi tempi, e della Bioware. Il sistema di dialoghi (e ce ne sono tanti) è efficace, la traduzione e il doppiaggio su ottimi livelli. Magari aspetto ancora un po’, quando il gioco avrà intuito che di tutorial “invisibile” non ne ho più bisogno, per scrollarmi di dosso quella strana sensazione di essere semplicemente colui il quale fa andare avanti con due spari e una riga di dialogo quel tempo inutile tra i filmati…

Ah, sì: avevo letto da qualche parte che era stato rivisto il sistema di combattimento. A me sembra tutto sommato lo stesso. Ma mi piaceva anche prima.

E, sì: forse la supposta a sei ruote l’hanno tolta.

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