[Iotatòla - "Divento viola"] Viola è il nuovo rosa

Cosa fai quando nasci e cresci in un posto desolato? Quando magari sei pure andato altrove e poi hai detto “ora ritorno”? O ti piangi addosso, o provi a tirare fuori la testa e urlare a squarciagola tutta la tua voglia di esserci. In qualunque cosa sia, quell’esserci: esserci. Bene, ovviamente quasi tutti finiscono per piangersi addosso. E allora arriva il turno di qualcuno veramente cazzuto, no?, come – ironia delle metafore genitali – due ragazze cattive che si chiamano Iotatòla, nutrite in un posto desolato chiamato Palermo e che per dire “ci siamo” hanno di recente pubblicato un disco dal titolo “Divento viola”.

Iotatòla è un nome buffo sotto il quale si muovono Serena Ganci e Simona Norato, una realtà atipica e gustosa del panorama musicale palermitano. Dal respiro assolutamente internazionale. E se i nomi sono “rosa”, non c’è niente di gentile o debole nella musica e nelle parole delle due artiste: ma non manca di certo la femminilità. Rudi e dissacranti, ironiche e autoironiche, graffianti e a tratti acide, le Iotatòla spalmano sulle dieci tracce del loro nuovo “Divento viola“, prodotto dalla MaFi Production, liriche intelligenti e ipnotiche, mescolandole a strumenti e arrangiamenti a volte atipici ma decisamente azzeccati. Non sono una scoperta dell’ultima ora, le Iotatòla: ma di certo mostrano in questa prova sulla lunga durata un piglio maturo e sicuro, senza concedere nulla che non sia – almeno all’apparenza – nelle loro corde. Sull’asse chitarra e (parziale) batteria, Serena e Simona ricamano melodie a volte dissonanti e dal sicuro impatto (“Miss Meche“, “Addio“,  “Principe azzurro“), di quelle che ti ritrovi a canticchiare mentre sei intento a lavare i piatti o a guidare la vespa. E il risultato non cambia nel passaggio dagli episodi dal sound più ricco (“Tutta colpa di Barbara Handler“, “Ce n’est pas“), a quelli in cui si incastrano solo voce e piano (“Salvatore“), o ancora a quelli che spaziano dall’electro (“Ho smesso di amarti“, “Giuralo Mario“) al minimale (“Marta con le pantofole“).

Divento viola” è un disco fresco e interessante, pur se a tratti acerbo, risultato e punto di partenza di un luogo e di un modo di far musica che, nella desolazione consueta, invece che piangersi addosso maturano e crescono, nel riuscito tentativo di tirare fuori la testa e urlare a squarciagola tutta la propria voglia di esserci.

Il disco è disponibile anche su iTunes.

Iotatòla – “Divento Viola” (MaFi Production, 2011)

1 – Miss Meche
2 – Tutta colpa di Barbara Handler
3 – Ce n’est pas ça l’amour
4 – Il Principe Azzurro
5 – Salvatore
6 – Divento viola
7 – Addio
8 – Ho smesso di amarti
9 – Giuralo Mario
10 – Marta con le pantofole

voto 8/10

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    • Palermo
    • 17 giugno 2011

    Palermo non è un posto desolato.

    • Palermo :

      Palermo non è un posto desolato.

      Come “spinta” alla musica, al cinema, alle arti, e insomma ad ogni iniziativa simile – storicamente – sì, lo è, come lo è tutta la Sicilia (luogo in cui sono nato, cresciuto e ancora vivo).
      Ho molti amici che sono andati, e vanno ancora, via per realizzare i loro sogni, o anche “soltanto” per lavorare: a me questa appare desolazione, in senso lato ovviamente.
      Qualcuno ha l’abilità di tornare e portare con sé bagagli positivi, e a rendere luoghi come questi sempre meno difficili da vivere, e questo è un bene.
      Grazie per essere passato a leggere :)

        • Palermo
        • 17 giugno 2011

        Che strano però, nel mondo dello spettacolo e arte in genere ci sono tantissimi siciliani, come me lo spieghi?
        Continuo a non essere d’accordo.
        È giusto partire, vedere il resto del mondo e poi tornare, è così che dovrebbe essere la normalità. La Sicilia è una terra fertile.

  1. E io invece sono d’accordo con te, sulla normalità e sulla fertilità. Ritengo però che per troppo tempo qui è stato tutto immensamente difficile, ove non impossibile, per vari motivi. E a differenza di molti di quegli ‘altrove’ di cui dicevi, dove si andava (e a volte ancora si va) più per inseguire speranze che per accumulare esperienze. Ma magari sono proprio le eterne difficoltà che ci hanno reso così speciali, chissà ;)

  2. Palermo :

    Che strano però, nel mondo dello spettacolo e arte in genere ci sono tantissimi siciliani, come me lo spieghi?
    Continuo a non essere d’accordo.
    È giusto partire, vedere il resto del mondo e poi tornare, è così che dovrebbe essere la normalità. La Sicilia è una terra fertile.

    Difficile quotare con l’iphone… aggiunto nuovo msg sotto -.-” Che poi diventa sopra.

    • Lauretta
    • 29 aprile 2012

    Quoto menebach..Palermo è super-desolata..ma presto verrà ripopolata con la gente giusta ;)

  1. Ancora nessun trackback.

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